
Boosting Futures, la prima piattaforma peer to peer per incentivare lo studio all’estero. Cos’è e come funziona.

Nel 2020, quasi ottantamila ragazzi italiani hanno frequentato un’università straniera all’interno dei paesi Ocse. Si tratta del 4% del totale degli studenti universitari iscritti in Italia, un dato che è ancora basso rispetto ad altri paesi europei. Due sedicenni vogliono invertire la tendenza e hanno creato la piattaforma Boosting Futures.
Quanti sono i ragazzi italiani che decidono, dopo le scuole superiori, di studiare all’estero e non per un semplice Erasmus? I dati ci dicono che la tendenza è in leggero aumento. Secondo il Miur nel 2014, era il 2,9% mentre nel 2015 la percentuale saliva al 3,1% per arrivare al 4% del 2020. Se guardiamo i dati nel dettaglio notiamo che la maggior parte di chi tenta di fare domanda presso le università estere proviene dal Nord Italia dove il reddito pro-capite è più alto.
Quanto costa studiare all’estero?
Inutile nasconderlo, studiare all’estero costa. In Canada, ad esempio, siamo attorno ai 10 mila dollari l’anno, i college americani oscillano tra i 20 ai 65 mila dollari l’anno, in Inghilterra circa 10 mila sterline più ovviamente vitto e alloggio, anche se la Brexit ha incrementato queste cifre portando le Università inglesi a livelli di spesa simili a quelle americane.
Questi dati possono scoraggiare le famiglie a reddito medio basso e favorire solo le famiglie più abbienti. Per sfatare questi luoghi comuni e dimostrare che chiunque può tentare quest’avventura, Alessandro e Agostino hanno fondato Boosting Futures, una piattaforma peer to peer nata per ispirare i ragazzi e dimostrare che quelli che sembrano problemi, possono diventare opportunità.
Alessandro e Agostino hanno sedici anni. Il primo, nato a Firenze, attualmente studia alla Sevenoaks School di Londra mentre Agostino, italo-argentino, frequenta la St. George’s British International School di Roma.
“Andavamo alla stessa scuola a Roma e un giorno, parlando, abbiamo notato che stavamo vivendo la medesima esperienza” raccontano Alessandro e Agostino. “Condividevamo con i nostri amici il desiderio di studiare all’estero. Avevamo quindici anni all’epoca e tutti ci rispondevano che per loro sarebbe stato impossibile. Troppo costoso, troppo difficile, il livello d’inglese non era buono, non avrebbero mai superato i test di ammissione, erano queste le obiezioni principali”.
Oggi esistono società di tutoring nate per guidare gli studenti che vogliono studiare all’estero, una sorta di consulenti. “Conosciamo questi servizi, ma sono a pagamento. Ancora una volta si mettono ostacoli, noi vogliamo eliminarli”. Alessandro e Agostino hanno così creato Boosting Futures per aiutare e motivare i ragazzi della loro età a immaginare un futuro diverso. La piattaforma peer to peer consente ai due ragazzi e a tutti quelli che vorranno unirsi a loro (al momento sono già in venti) di mostrare tutte le possibilità che esistono per sormontare i problemi economici, le difficoltà linguistiche, i dubbi pratici, attraverso incontri con le classi delle scuole italiane, ma anche incontri individuali su richiesta.
“Il nostro obiettivo è sfatare i luoghi comuni che frenano molti giovani a tentare un’esperienza scolastica/accademica diversa. Se questo messaggio, poi, proviene da ragazzi rivolto ai propri coetanei, credo che sia ancora più efficace e lo abbiamo verificato durante le prime presentazioni che abbiamo organizzato” racconta Alessandro.
Boosting futures lavora su due fronti. Organizza incontri online con le scuole dove Alessandro, Agostino e altri ragazzi che hanno aderito al progetto, spiegano perché può essere utile fare un’esperienza all’estero, quali sono le problematiche da affrontare e quali sono le soluzioni. “Non ci limitiamo a diffondere l’importanza di studi di qualità all’estero e a trovare soluzioni di come realizzarli, bensì offriamo anche di aiutare gratuitamente i ragazzi con lezioni individuali di matematica, scienze ed inglese”.
Perché Boosting Futures è un’idea semplice ma geniale?
Boosting Futures si propone come un sistema peer to peer per contrastare le disuguaglianze e fornire quegli strumenti utili a uscire dalle cosiddette “trappole sociali”. Se un ragazzo nasce in una famiglia con limitate possibilità economico-sociali, è molto probabile che rimanga nella stessa situazione dei genitori. Agostino e Alessandro con Boosting Futures hanno creato una piattaforma per ispirare un futuro diverso, soprattutto per i giovani che hanno limitate possibilità. I due ragazzi hanno già presentato il loro progetto a scuole argentine e messicane e ora lo presenteranno per la prima volta in Italia al Liceo Scientifico Statale Leonardo da Vinci di Milano.
“La risposta alle nostre prime presentazioni è stata di grande interesse, i ragazzi erano molto coinvolti e facevano molte domande” dicono Alessandro e Agostino.
La piattaforma Boosting Futures che è da poco stata lanciata, si propone di ispirare un cambiamento nella percezione dello studio all’estero abbattendo quei muri dettati dai luoghi comuni. “È vero, l’Università all’estero costa, ma esistono modi per accedere a borse di studio che includono anche le spese di soggiorno, prima di scoraggiarsi è meglio capire quali sono le reali possibilità e noi vogliamo aiutare in questo”.
La piattaforma è solo all’inizio, ma l’obiettivo è che diventi un hub dove sempre più studenti potranno collegarsi per ottenere tutte le informazioni e le lezioni gratuite per completare la propria educazione e magari convincere chi ha già fatto esperienze all’estero, a unirsi a Boosting Futures per supportare la loro mission. Greta Thunberg ha voluto unire i ragazzi di tutto il mondo nella battaglia per la salvaguardia del clima, Alessandro e Agostino si propongono di fare lo stesso nell’ambito dell’educazione. “Garantire un’istruzione elevata a tutti, è l’unico modo per costruire una società migliore, ed è giusto unire la nostra generazione per questo obiettivo” concludono i due ragazzi.